Una cartolina dal passato: l’eroica morte di Luigi Fois pioniere dei voli transatlantici

(GDB) A volte il ritrovamento di una semplice cartolina ci aiuta a ricordare uomini che con il loro coraggio hanno aperto nuove strade allo sviluppo della civiltà umana.

Il mittente della cartolina che vediamo in foto, recentemente ritrovata, è il cagliaritano Luigi Fois (detto Gino) sergente motorista componente dell’equipaggio dell’idrovolante I-RECA, un Savoia Marchetti S55, agli ordini del Capitano Enea Silvio Recagno, partecipante alla crociera aerea Italia-Brasile, Orbetello – Rio de Janeiro,  in formazione di stormo del 1930-31, una delle epiche crociere aere italiane degli anni trenta.

La cartolina venne spedita da Luigi Fois da Orbetello il 10.12.1930, ovvero sette giorni prima della partenza della crociera, alla madre in via Roma 77 a Cagliari.

Luigi Fois era nato nel 1904 a Iglesias. Si arruola in Marina ma ben presto chiede di essere trasferito alla neo costituita forza armata aeronautica. Viene quindi destinato a Terranova Pausania (oggi Olbia), al comando del capitano Enea Silvio Recagno che in seguito lo selezionerà per la trasvolata.

L’aereo di Recagno era giunto a Bolama nella Guinea francese, allora possedimento portoghese, per “il grande balzo” verso il Brasile. Causa condizioni meteorologiche avverse, il balzo attraverso l’Atlantico venne rimandato al 6 gennaio.

                                                                                               Luigi Fois

Prima di allora, nessuna squadriglia di idrovolanti aveva tentato di percorrere una distanza di 3000 km. senza scalo e sull’Oceano. Necessariamente gli aerei erano stati caricati di carburante al massimo possibile.

Nella notte i comandanti cercarono di far decollare uno dopo l’altro i dodici aerei: sapevano le difficoltà e i rischi che correvano. Decollano nove idrovolanti con quello del Comandante Italo Balbo in testa, ma subito si comprende che a causa dell’eccessivo carico i motori tendono a surriscaldarsi e quindi c’è il rischio di non riuscire a decollare o di perdere quota.

Tocca all’I-BOER al comando del Capitano Luigi Boer che non riesce a decollare e dopo una grande esplosione si inabissa: nell’urto perdono la vita tutti e quattro i membri dell’equipaggio. Le loro salme non verranno mai ritrovate.       

 A fronte dell’incidente, il Cap. Recagno alleggerì l’aereo scaricando benzina e materiali non indispensabili e diede il segnale di partenza. L’I-RECA ripete quindi le operazioni di decollo; i motori sono surriscaldati e con grande difficoltà si stacca da terra, ma subito dopo i motori perdono potenza e nell’impatto con l’acqua lo scafo di destra viene danneggiato, il sergente Luigi Fois rimase ucciso sul colpo. 

Il recupero dell’apparecchio I – Reca

Dopo venti ore e altri due incidenti con ammaraggio in pieno Oceano, gli aerei atterrano a Porto Natal in Brasile: l’impresa è andata a buon fine e la notizia fa immediatamente il giro del mondo destando stupore e ammirazione per l’Italia.

Queste le parole pronunciate da Italo Balbo a Porto Natal durante la commemorazione: “La morte eroica dei nostri camerati dimostrerà al mondo la difficoltà dell’impresa. Con il loro martirio essi l’hanno spiritualmente ingigantita. Partendo da Orbetello ognuno di noi sapeva che lo stesso destino poteva toccarci”.

Luigi Fois venne insignito della medaglia d’oro al valore aeronautico alla memoria.

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Dic 2, 2017 | Posted by | Commenti disabilitati su HomeSlider
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