Filatelia e collezionismo, un Universo parallelo 3/3

Come abbiamo già accennato, esiste un altro “mercato”: quello che si svolge tra privati attraverso gli scambi o le cessioni dei doppioni, ovvero delle collezioni che non interessano più il filatelista.

Questo tipo di operazioni, esenti da imposte per il loro carattere occasionale, secondo costante giurisprudenza, è ritenuto da molti il più conveniente. Da altri è preferito per motivi di riservatezza o al contrario perché occasione di socialità. Risulta comunque evidente che si tratta di un fenomeno limitato, perché trovare presso un privato esattamente ciò che interessa è solo una eventualità.

Ulteriori luoghi dove è possibile reperire francobolli per collezione, sono i tantissimi mercatini dell’antiquariato o dell’usato, ormai presenti in tutto il mondo. Anche qui la possibilità di trovare proprio quello che cerchiamo è alquanto remota, ma in genere è possibile acquistare a buon prezzo.

Se invece quando si va per mercatini, la filosofia dell’acquisto è diversa, ovvero si acquisisce un materiale storico collezionistico, per curiosità di ordine culturale generale, il divertimento ed i risultati possono essere più piacevoli e coinvolgenti, oltre che molto vari.

Per concludere il discorso sul mercato filatelico, in senso lato, è utile ricordare una curiosa iniziativa della ditta Bolaffi, risalente alla fine degli anni settanta.  

Si tratta delle così dette emissioni “Plurinvest”: in pratica il valore di un determinato pezzo raro (per es. la busta viaggiata sulla luna), naturalmente di proprietà della stessa ditta Bolaffi di Torino, veniva spezzettato in migliaia di quote, rappresentate da coupon (detti certificati di emissione), dentellati e in tutto simili a francobolli, con l’indicazione del valore di quota riportato sul fronte. 

Si trattava in effetti di un tentativo di trasformare in “titoli azionari”  le quote parti di molte rarità, con l’intento finale per i collezionisti, di acquisire il pezzo attraverso l’acquisto nel tempo del 51% della proprietà, tenendo però conto che il valore del pezzo rappresentato e quindi delle quote, avrebbe potuto variare nel tempo.

Per la bisogna venne creata una S.P.A. con sede a Milano di nome appunto “Plurinvest” e gli atti di emissione vennero depositati presso un notaio. L’iniziativa non ebbe successo anche se pubblicizzata sulle riviste specializzate con una o più quote date in omaggio.

Quanto precede ci dà la misura di quanto in campo filatelico la “fisicità” dei materiali, sia un fattore determinante, nonostante lo spessore culturale presupposto e intrinseco, di questo tipo di collezione.

Per concludere questa alquanto sommaria descrizione del mondo filatelico, utile a rappresentare solo una vaga idea di questo mare così vasto e profondo, ricordiamo che presso la Federazione italiana tra le Società filateliche è tenuto l’albo d’oro della filatelia italiana.

Di questa prestigiosa onorificenza vengono insigniti i filatelisti che si sono particolarmente distinti nello studio, nel collezionismo e nell’approfondimento e divulgazione della cultura filatelica intesa in senso lato.

Presso la stessa Federazione è tenuto anche l’albo dei veterani della filatelia, ove vengono iscritti i filatelisti segnalati dalle singole associazioni locali, che abbiano almeno 25 anni di militanza filatelica e iscrizione ad una Società federata.

Anche il mondo accademico si è interessato alla filatelia e già nel 1926 venne costituita una cattedra di filatelia presso l’Accademia delle scienze di Baltimora nel Maryland, che venne affidata all’insigne studioso ed esperto Prof. L. C. Willhelm.

Presso alcune università europee sono stati tenuti corsi di filatelia, così come presso alcune università popolari italiane ed estere. Da ultimo, le Università della terza età organizzano con frequenza, seminari e corsi di filatelia.

Esistono diversi musei ove sono esposte importanti collezioni di valore non solo filatelico e postale, ma storico in assoluto.

In Italia, a Roma presso il museo postale; a Milano al museo del risorgimento, dove è esposta la collezione donata dal grande collezionista italiano De Marchi.

A Palermo presso la fondazione Ignazio Mormino (Palazzo Branciforte), che consigliamo di visitare, è esposta una importante collezione di francobolli di Sicilia (oltre la ben più importante collezione di pregevoli e rarissimi reperti archeologici).

La collezione, negli anni 70’, stava per essere dispersa in un asta, ma qualche giorno prima la Sovrintendenza ai beni culturali, bloccò la licitazione affinché non venisse disperso questo patrimonio che costituisce un unicum nel suo genere.

All’estero segnaliamo:

a Berlino il museo postale e telegrafico;

in Gran Bretagna il British museum, ove è esposta la famosa ed irripetibile collezione proveniente dal legato Tapling;

negli U.S.A. a New York, la Public library;

in Australia a Sydney la Mitchel library.

Importanti sezioni dedicate alla filatelia e alla storia postale, sono presenti in numerosi musei di tutto il mondo.

Infine non va sottaciuto un aspetto psicologico e metodologico che può aiutare a comprendere la portata del fenomeno. Il filatelista si interessa di tutto perché i francobolli parlano di tutto.

In un’epoca in cui non esistevano gli odierni veicoli culturali, genericamente chiamati mass media (salvo i giornali), e la cultura risiedeva esclusivamente nei libri, i vecchi filatelisti si sentivano “epigoni” degli studiosi enciclopedici ed affrontavano collezione, studio e ricerca, con un metodo scientifico rigoroso: si tendeva all’acquisizione di “tutte le diverse culture” attraverso i francobolli e ciò che essi rappresentavano. Era stata creata una via alternativa, (ed anche popolare) per acquisire e diffondere conoscenze. 

Oggi questo ruolo e tanti altri compiti, diligentemente svolti per oltre un secolo e mezzo dai francobolli, sono delegati appunto ai mass media che con il loro grande potere audio visivo, hanno dato un grande contributo alla storia ed al progresso tecnologico dell’umanità, ma che sono altrettanto in grado di condizionarla, a favore di gruppi di potere più o meno occulti. Ma questa è un’altra storia.

Eppure la filatelia è ancora oggi, nonostante l’evoluzione sociale ed il progresso tecnologico l’abbia un po’ messa in ombra, un grande caleidoscopio che continuamente scompone e ricompone il desiderio di conoscenza e di bellezza che è da sempre nel cuore e nell’anima degli esseri umani. Fa parte di quell’anelito di “possedere” la chiave di lettura della storia dell’umanità che è uno dei sogni inappagati delle generazioni. E’ uno dei fenomeni culturali e sociali di massa, più importanti del XX Secolo.

Filatelia e collezionismo, un Universo parallelo 2/3

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Dic 2, 2017 | Posted by | Commenti disabilitati su HomeSlider
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